domenica 22 novembre 2009

Concept Album: i dischi a tema da stg Pepper al nuovo millennio


Concept Album

I dischi a tema da Stg. Pepper al nuovo millennio

15,00 €

Autore: Daniele Follero
Introduzione: Franco Fabbri
VOLUME ILLUSTRATO

Nata sull’onda della rivoluzione musicale di fine anni Sessanta, la pratica del concept album ha accompagnato la maturità del rock, scrivendo un capitolo importantissimo nella storia della popular music. Relegati troppo spesso a margine del progressive rock e trascurati dalla critica, i dischi “a tema” continuano ancora oggi a rappresentare un affascinante mezzo espressivo, anche negli ambienti del pop da classifica. I recenti concept album dei Green Day sono
la testimonianza più lampante di un filo rosso che, partendo da Frank Sinatra, tiene insieme
Sgt. Pepper’s dei Beatles, Tommydegli Who, The Dark Side of the Moon e The Wall dei Pink Floyd, le storie d’amore di Claudio Baglioni e le favole di Bennato, arrivando fino ai Dream Theater e al brit-pop.
L’assoluta mancanza di letteratura sia scientifica che divulgativa sull’argomento non rende giustizia a una forma di espressività musicale divenuta il simbolo del rapporto tra la popular music e l’LP.



Autore
Daniele Follero, vive e lavora a Bologna, dove insegna musica nella scuola secondaria. Laureato al DAMS, è stato collaboratore della cattedra di Etnomusicologia dal 2003 al 2008.
Giornalista pubblicista dal 1999, è redattore del digital magazine www.sentireascoltare.com.


Libro realizzato in collaborazione con

Sentireascoltare.com

Recensione

Abbiamo cominciato a ricevere baci, inviatecene ancora, i vostri più belli, più strani, più difficili. Tutte le volte che un bacio si è meritato un posto nella vostra memoria. Intanto, una bella recensione.

Storia del bacio sul Venerdì di Repubblica

recensione apparsa sul Venerdì di Repubblica il 20 Novembre 2009
LA NOTIZIA VOLA DI BOCCA IN BOCCA: C'E' UN LIBRO SUL BACIO

di
Irene Maria Scalise

Dal Marinaio di Times Square agli attori del cinema, passando per la pubblicità, l’arte e la politica.
Un volume descrive la storia del gesto più romantico del mondo e rivela parecchie curiosità. Anche scientifiche.


In tempi di influenza è meglio non parlarne, ma che sia alla francese, su una mano, sulle guance o sulla fronte, che rappresenti momento d’estasi nelle più tormentate storie d’amore o che sia il protagonista di una pubblicità, il bacio non rischia certo di scomparire.
I baci più famosi sono, forse, quello dei due innamorati ritratti a Parigi nel 1950 da Robert Doisneau per il settimanale
Life e quello immortalato a Times Square il 14 Agosto 1945 durante i festeggiamenti per la fine della guerra. Ed è solo una delle tante curiosità. Chi volesse approfondire, può leggere Storia del Bacio, libro in uscita in questi giorni, a cura di Adriano Bassi (Odoya, pp. 224, euro 16).
Pochi sanno, per esempio, che saper baciare è un’arte. A New York Mama Gena, maestra di fascino, ha aperto una scuola per insegnare il bacio perfetto. Il costo? Cinquecento euro al giorno, mille per corrispondenza. E non solo. Alcuni scienziati stanno lavorando per capire quanto la qualità del primo bacio possa essere rivelatrice della futura serenità di una coppia. A quanto pare il 66% delle donne e il 55 % degli uomini decidono se continuare un rapporto amoroso in base al primo contatto. Di più. Un bacio rivela il potenziale riproduttivo perché la saliva permetterebbe al cervello di capire se la controparte è portatrice di ormoni «forti».

martedì 10 novembre 2009

La musica di Odoya. Novità in arrivo.


La collana nasce in collaborazione con il digital magazine
SentireAscoltare, la nostra distribuzione e' Messaggerie Libri.
Si tratta di un libro su PJ Harvey e uno sui Concept Album
nella storia della musica.
Nel 2010 pubblicheremo Tracce di rossetto di Greil Marcus,
la biografia di Frank Zappa di Neil Slaven, White Bicycle di Joe Boyd, Funk di Vincent con la prefazione di Alex Chilton, ed altri
da editori come Omnibus, Serpent's Tale.



PJ Harvey
Musiche, maschere, vita
Autore: Stefano Solventi
VOLUME ILLUSTRATO
ISBN: 978-88-6288-052-7
Pagine: 240
Formato: 15,5x21cm
Data di pubblicazione: 19 novembre 2009

DESCRIZIONE:
La sua musica è una sferzata misteriosa e misteriosamente
liberatoria. Un’ossessione blues sbocciata nella culla del Dorset,
cresciuta tra inquietudini adolescenziali e una incontenibile brama
di mondo. Quando infine è esplosa, lo ha fatto col piglio travolgente dei
predestinati. Dei suoi primi quaranta anni, Polly Jean Harvey ne ha dedicati venti a tracciare una parabola fatta
di musica, maschere e vita.
Non necessariamente in quest’ordine. O forse sì.

Stefano Solventi, è nato nel 1969 a Poggibonsi (SI). Dal 2000 è
collaboratore della rivista Il Mucchio Selvaggio. Dal 2001 fa parte
della redazione della webzine www.sentireascoltare.com. Nella vita reale è impiegato, marito, padre. Non necessariamente in quest’ordine.

domenica 8 novembre 2009

Storia del bacio e storie di baci

Viaggio all'interno di un sentimento e di un gesto

Autore: Adriano Bassi
VOLUME RICCAMENTE ILLUSTRATO

Quale significato ha il bacio nelle diverse epoche e nelle diverse culture? Come lo percepiamo e consideriamo? È un gesto spontaneo o il prodotto della civiltà e dell’uomo?

Sacro o terreno, ufficiale o informale, il bacio porta alla mente di ognuno ricordi e momenti di affetto e di desiderio, di omaggio e tradizione. La
Storia del bacio, attraverso testimonianze letterarie, pittoriche e musicali, ricostruisce la storia e la simbologia di un gesto che da sempre fa sognare milioni di persone ogni giorno e che continua a offrire a poeti e artisti lo spunto per creare capolavori capaci di scandire la nostra vita e il nostro tempo.



La
Storia del bacio è la storia di un’emozione che si distende attraverso i secoli, dall’antichità a oggi, dal bacio traditore di Giuda a quelli tagliati nel Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore, da Paolo e Francesca della Divina Commedia a Via col vento, e a tutti quei film nei quali il bacio si fa ardente e compare la dissolvenza.


“Aprite gli occhi e guardatemi.
No, non vi bacerò neanche, benché ne abbiate bisogno.
è questo il guaio: dovreste essere baciata, e spesso, e da un esperto.”
(Clark Gable a Vivien Leigh in Via col vento
)

“Il bacio è un dolce scherzo che la natura ha inventato
per fermare i discorsi quando le parole diventano inutili.”

(Ingrid Bergman)

“Succede ai baci come alle confidenze:
uno tira l’altro, e via via si fanno più vicini e caldi.”
(Vivant Denon)


Autore
Adriano Bassi, direttore d’orchestra, ha condotto spazi musicali per la RAI e per Radio Vaticana. Autore di 14 libri le cui prefazioni recano la firma di importanti e autorevoli personalità. Di recente uscita Il mio Toscanini – raccontato attraverso scritti e aneddoti.

Ci scrivete i vostri baci? Quelli migliori, quelli peggiori, quelli da dimenticare e quelli da ricordare? Quelli inventati e quelli disastrosi. Una cartella. I "baci" che ci piacciono di più li inseriremo nel blog, e, in futuro, chissà. Li aspettiamo
odoyablog@gmail.com

martedì 3 novembre 2009

Odoya a Descritto: il programma


CATANIA 5-7 NOVEMBRE 2009 | Edizione Zero

Ex monastero dei Benedettini c/o Facoltà di Lettere e Filosofia

PROGRAMMA GENERALE


GIOVEDI 5 NOVEMBRE

Chiostro di Levante
ore 10.30-19.00: Spazi espositivi e stand

Caffè letterario
ore 10.30: Presentazione libro “Noi pupari” di Maria Antonietta Maiuri
ore 11.30: Presentazione libro “Lo Sfasciacarrozze”, Riccardo Raimondo (A&B Bonanno Editore) con performance live di Costanzo-D’Urso Jazz Duo. Recital di poesie condotto da Giuseppe Paternò di Raddusa.

Aula 1
ore 15.00-17.00: Ciclo di incontri “Editoria e…”
“Matrice Mediterranea (Le Culture sono il Futuro)”
Lo slogan di DeScritto al plurale per affrontare uno dei temi cruciali della vita di tutti. L’Italia madre d’emigrazione al centro del Mediterraneo e il suo incontrovertibile destino multiculturale.
Matrice (1) il campione da cui possono essere stampati diversi esemplari di un testo [Devoto Oli].
Matrice (2) possibile contenitore creato dal collegamento fra i sogni di persone diverse, che permette nuove connessioni fra gli elementi del reale e diventa strumento di pensiero creativo [Gordon Lawrence - Social Dreaming].

In apertura: saluto e introduzione del Preside Enrico Iachello
Intervengono:
• Rachid Berradi (corridore italo-marocchino della Nazionale Italiana)
• Silvia De Marchi (coordinatrice Edizioni Mangrovie)
• Umberto Di Maggio (sociologo del territorio)
• Elvira Seminara (scrittrice e docente Storia e tecniche del Giornalismo, Università di Catania)

dopoDescritto Libreria Mangiacarte (via Verginelle, 13 – Catania)
Ore 19.00: “Aperitivo con l’Autore”e DJ SET
Presentazione libro “Come i problemi globali diventano locali” (Ed. Terrelibere)





VENERDI 6 NOVEMBRE

Chiostro di Levante
ore 10.30-19.00: Spazi espositivi e stand

Caffè letterario
ore 10.00: Presentazione libro “La musica è troppo stupida” di Aldo Migliorisi
ore 11.00: Presentazione libro “Gli Africani salveranno Rosarno” di Antonello Mangano (Ed. Terrelibere)
ore 12.00: Presentazione libro “Corpo Politico” di Cristiana Caserta (Ed. Odoya) e progetto “Libera la Ricerca”. Interviene Michele Filippini di Odoya Edizioni con Chiara Rizzica.

Aula 1
ore 15.00-17.00: Ciclo di incontri “Editoria e…”
“I circuiti indipendenti: dalla penna allo scaffale”
I nuovi autori, l’impresa indipendente, la degenerazione sistemica del fenomeno dell’editoria a pagamento, le nuove forme alternative di pubblicazione e distribuzione. L’incontro stilerà collegialmente il decalogo del “Vero Editore Indipendente” per la prossima assegnazione dei “Timbri di Elastomero” (dal 2010 a cura del comitato scientifico di DeScritto).

Intervengono:
• Mauro Bonanno (casa editrice Bonanno)
• Totò Calì (fumettista, La Sicilia)
• Renato Camarda (giornalista di Left e Catania Possibile)
• Paolo Consoli (direttore editoriale di Lapis)
• Michele Filippini (casa editrice Odoya, progetto “Libera la ricerca”)
• Giovanna Lombardo (ricercatrice e editor)
• Chiara Rizzica (dottore di ricerca Università di Catania)
• Alessio Spataro (fumettista, da Minimum Fax)





Caffè Letterario
ore 18.30: Presentazione libro “Il Dio dei Mafiosi” di Augusto Cavadi (Ed. San Paolo) con performance live musicale.

Chiostro di Levante
ore 19.30: Happy Hour a cura di Agorà Hostel

Aula Magna
ore 20.30: Happening “Èdomani”
Produzione artistica multimprovvisata e inedita; in scena, fra i musicisti del trio mediterraneo Aptal e i disegni dello stand dei fumettisti siciliani capitanati da Alessio Spataro, una sceneggiatura scritta ad hoc per l’occasione, cucendo i pensieri degli studenti di tutt’Italia che hanno commentato lo slogan di DeScritto. Special guest al violino Francesco Moneti dei Modena City Ramblers e alla voce Lella Costa.


dopoDescritto Ostello del Plebiscito
ore 21.30: Aperitivo e dj set




SABATO 7 NOVEMBRE

Chiostro di Levante
ore 10.30-14.00: Spazi espositivi e stand

Caffè letterario
ore 10.00: Presentazione di KRILL Rivista Quadrimenstrale, Num 00 “Il Bene Comune” – Interverranno i componenti del comitato di redazione
ore 11.00: Presentazione libro “Ponte sullo stretto e mucche da mungere” di Luigi Sturniolo (Ed. Terrelibere)
ore 12.00: Presentazione libro “Un nuovo inizio” di Vincenzo Maimone (Sampognaro&Pupi Editori Associati)


Aula 1
ore 15.00 -17.00: Ciclo di incontri “Editoria e…”
“La Cultura è Futuro”
Lella Costa è la Complice Illustre 2009. Il suo nuovo libro “La sindrome di Gertrude. Quasi un’autobiografia” dà l’occasione per svolgere il manifesto di DeScritto e discutere delle paludi del sistema-Italia e delle prospettive degli investimenti culturali.




Intervengono:
• Lella Costa (attrice, Complice Illustre 2009 di DeScritto)
• Alessandro De Filippo (laboratorio multimediale La.mu.s.a)
• Vincenzo Mulè (giornalista vicedirettore di Terra)
• Fernando Gioviale (docente di Storia del Teatro, Università di Catania)

venerdì 30 ottobre 2009

Note a margine sull'incontro all'Aula Absidale con Evangelisti e Alessandrini

Festival della Storia all’Aula absidale di Santa Lucia: incontro sulla
pirateria con Valerio Evangelisti e Luca Alessandrini
19 ottobre 2009 - 19:09

(Cosimo Plasmati)

Un teschio con due tibie incrociate, il Jolly Roger: basta nominarlo e
subito la nostra fantasia e la memoria recente si riempiono di uomini con
una benda sull’occhio, la barba folta e una cappello a falde tese. I pirati:
ritratto di una porzione molto ristretta della realtà, che è stato poi
arbitrariamente esteso a tutta la pirateria.

Luca Alessandrini, direttore dell’Istituto Storico Parri e promotore
dell’incontro, e Valerio Evangelisti, autore di Tortuga e Vera Cruz, in
questo incontro in collaborazione con la casa editrice Odoya, che ha
all’attivo una serie di pubblicazioni di importanti testi sulla pirateria,
hanno sfatato nell’incontro di ieri nell’Aula absidale di Santa Lucia il
mito del pirata gentiluomo, eroe dei sette mari e difensore della libertà
come siamo abituati a vederlo adesso.

Certo, come ha evidenziato Alessandrini, l’elemento libertario è sempre
stato molto forte (e come poteva essere altrimenti, essendo i pirati dei
reietti?), e infatti ha dato vita proprio ai numerosi segni delle bandiere
pirata, dei quali il Jolly Roger è solo il più famoso: segni che per la
maggior parte rimandavano alla morte o al tempo (una clessidra, per
esempio), per indicare che erano le uniche autorità alle quali ci si
intendeva sottomettere.

Un argomento “di moda” la pirateria? Certamente no, perché se di moda si
tratta, non è mai morta: anzi, è cominciata direttamente in contemporanea
con la cosiddetta “età d’oro” della pirateria, nel Settecento, quando fu
pubblicata un’opera storica attribuita a Daniel Defoe, che fece subito il
giro del mondo, ed è continuata poi con romanzi scritti in tutte le lingue,
e che hanno in Italia come maestro Salgari. Il fenomeno va anche oltre: una
divisione delle SS aveva come simbolo proprio il Jolly Roger. Ma qui il
significato attribuito alla morte, passato già attraverso il romanticismo,
si era rovesciato, e diventava un simbolo estetico da idolatrare; e poi
arriviamo ai giorni nostri, con i simboli pirateschi esibiti da centri
sociali e hacker, un uso che, secondo Alessandrini, è arbitrario e
sbagliato.

Ma quello che colpisce da subito, al di là dell’immagine piratesca e della
sua evoluzione, è il fatto che la pirateria abbia sempre avuto alle sue
spalle un potere forte che la proteggeva; e qua il riferimento all’attualità
è stringente. Alessandrini lamenta che non si parli mai seriamente dei
“nuovi pirati”, quelli che con mezzi tecnologicamente avanzati fanno ostaggi
sulle rotte più trafficate (vedi il recente caso in Somalia): è impossibile,
ai nostri giorni, nascondere una nave, quando i satelliti sono in grado di
guardare nel dettaglio la superficie terrestre. Il problema è, allora,
politico ed economico: c’è sicuramente qualcuno che protegge questi pirati,
che fornisce loro i mezzi per assaltare le navi, che li nasconde.
Esattamente come succedeva nel Seicento, quando i governi inglese, francese
e olandese davano l’autorizzazione (la “lettera di corsa”, da cui il nome
“corsari”) a un avventuriero di poter nuocere ai traffici spagnoli di
oltremare, in cui passava la maggior parte dell’oro e dell’argento europeo.
Fu proprio grazie alla loro protezione che i pirati poterono costruire la
loro fama; non a caso, quando invece furono messi da parte perchè la potenza
spagnola era tramontata e intralciarono i traffici inglesi, furono spazzati
via in pochi anni.

Non sottovalutare i legami politici, quindi, e storicizzare il tema evitando
l’idea romantica del pirata, come ha sottolineato Valerio Evangelisti, da
bambino lettore di Salgari, e poi di romanzi che descrivevano i pirati come
barbari assetati di sangue: la verità sta nel mezzo. Erano avventurieri,
alcuni quindi anche dotati di personalità, come Morgan o Lafitte, che nella
maggior parte dei casi non avevano esperienza di mare (erano ex graduati
dell’esercito a terra) e non sapevano neanche nuotare; l’Olonese per
esempio, che tagliava mani e gambe ai suoi prigionieri, per un errore finì
su un’isola dove fu divorato dai cannibali. A parte l’aneddotica, però, che
potrebbe occupare (come infatti fa) volumi su volumi, uno studio appena più
approfondito ci svela che questo mondo è un po’ meno avventuroso, e un po’
più terribile di come sembra. Venivano reclutati nelle ciurme pirata tutti,
dagli orfani (usati come “svago” per i marinai che non vedevano una donna da
troppo tempo) ai disertori, o perfino agli avventori di una locanda che
venivano ubriacati e si risvegliavano imbarcati in un viaggio che sarebbe
durato parecchi anni. Non erano esperti nella navigazione: sostavano nei
pressi delle grandi rotte, e viaggiavano quasi solo in linea retta, per
piccoli spostamenti. Praticavano lo schiavismo: la “democrazia” di cui si
parla negli ultimi tempi, che tende a rivalutarli come precursori di tutto
(femminismo compreso: altro mito da sfatare, quello delle donne pirata che
ebbero sempre un ruolo marginale e molto maschilizzato), in realtà valeva
solo per una certa fascia di persone. Ultima importante nota, quella del
fascino dell’isola di Tortuga, “capitale dei pirati” che altro non era se
non la residenza del governatore francese dell’isola di Haiti, che dall’alto
della sua imprendibile fortezza proteggeva i pirati in cambio di sostanziose
mazzette. Anche qui, quindi, c’entra poco Johnny Depp e la sua ciurma
impetuosa.

Ma allora, perchè questo tema continua ad affascinarci, e soprattutto a
sfuggire alla storicizzazione per rifugiarsi sempre nell’idealizzazione? La
risposta forse, come ha ricordato concludendo Alessandrini, la conoscevano
già i Greci, secondo i quali “ci sono tre tipi di uomini: i vivi, i morti e
quelli che vanno per mare”. Il mare è pericoloso, è mortale, va sfidato:
forse per questo non riusciamo a guardare i pirati di oggi con occhi
oggettivi e a combattere questo fenomeno.

Segnalazione di Storia del Fumo


LA RIABILITAZIONE DEL FUMO
L’importanza culturale del fumo sopravvive allo stigma del
fumatore che, da quando si conoscono gli aspetti negativi della
dipendenza da tabacco, ha pervaso la società. Bogart, il Che,
Churchill sono entrati nell’immaginario perennemente
accompagnati da un sigaro fumante. “Storia del fumo” di
Sander L. Gilman e Zhou Xun (Odoya) raccoglie saggi sugli
aspetti antropologici legati alla questione.
(Da City, Bologna)